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Negli ultimi anni, le lingue di minoranza storica sono state il cuore di un vivido fermento culturale, centro di una riscoperta non solo da parte del grande pubblico, ma anche da parte degli stessi parlanti. Quando si parla di minoranza francoprovenzale ormai quasi tutti sanno a cosa ci si riferisce. Altrettanto nota è la legge n. 482 del 15 dicembre 1999: si tratta infatti del mezzo principale di tutela delle minoranze storiche presenti sul territorio italiano, che attua i tutela i principi fondamentali della Costituzione (art. 1-12). La legge nazionale promuove in maniera diretta la […] “tutela della lingua e cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo”. Per quanto riguarda gli aspetti strettamente linguistici la legge non solo consente di utilizzare la lingua di minoranza ai membri dei consigli comunali e di tutti gli organi collegiali delle amministrazioni pubbliche(art. 8). Ma, ben più importante, è previsto che gli enti locali siano tenuti a garantire la presenza di personale in grado di comunicare nella lingua di minoranza (art. 9), così da rispondere alle richieste del pubblico, utilizzando il medesimo codice linguistico. Tuttavia l’esistenza di un apparato normativo, per quanto elemento importante, di per sé non mette al riparo da ciò che minaccia tali forme linguistiche, né da solo può arrestare e invertire fenomeni di riduzione e di scomparsa. Per creare una politica linguistica valida ed efficace è certamente necessario il riconoscimento giuridico, ma questo deve essere sostenuto da attività mirate ad affrontare in maniera diretta uno dei problemi centrali: la trasmissione del codice linguistico. Occorre, quindi, affiancare alla teoria giuridica la pratica effettiva. Animata dalla consapevole necessità di concretizzare la tutele e la promozione del patrimonio linguistico del proprio territorio, la Comunità Montana Valli di Lanzo, in ottemperanza alla legge 482/99, ha così organizzato tra il 2005 e il 2007 tre corsi di formazione. Il primo, svoltosi a Lanzo dal 19 ottobre al 28 novembre 2005, è stato avviato in via sperimentale e ha avuto principalmente uno scopo introduttivo, affrontando temi culturali e storici legati al territorio. Si è registrata una partecipazione quasi di “massa” con una media centoventi partecipanti durante le serate di lezione. Il secondo corso, fortemente voluto dalla popolazione valligiana, si è svolto a Lanzo dal 18 aprile al 25 maggio 2005. Si è trattato di un corso di approfondimento culturale durante il quale si sono gettate le basi linguistiche e sociolinguistiche per affrontare il terzo corso. Quest’ultimo si è svolto, nel novembre del 2007, ha affrontato il tema assai complesso della scrittura e della lettura in francoprovenzale, che, come noto, è una lingua prettamente orale. |